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IN ARIA... | NST | GRAFICA DI STILE
giovedì, 27 settembre 2007
Non-Human TraffiC
Aspetti non percettibili nella saturazione degli eventi passati vibrano nel Vuoto, in clessidra. Le porte temporali custodite da minotauri cristallizzati si schiudono alla voce del metallo. Avvolgimenti liquidi penetrano in profondità l'Intelligenza silicea che permea le azioni del non-organico. Overflow connettivo.
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Scritto da: oblio2006 alle ore 01:31 | link | commenti (1) | categoria: electromind
martedì, 25 settembre 2007
Inespressa Metafora
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Fu quel solito poeta
che per le strade del mondo
a volte si perdeva
a giungere sull’altura
che l’oceano osserva
pensierosa.
 
Incolta erba, sorgenti fili
Tesi d’un verde dipinto
Al cielo che par più grande
Nelle Alte Terre fonde
Sperdute nel nord
Di un azzurro pianeta.
 
Passeggiava mormorando
Le antiche colpe e i nuovi volti
E identico sentiva
Il medesimo dolore
E molto si chiedeva
Dove il passato
E dove il futuro.
 
E quasi non s’avvide
della roccia che appuntita
Nell’erboso manto sporgeva
E per poco non cadde
Chino e riverso sul marmo
Della funebre lapide.
 
Era giunto,
senza saperlo, né volerlo
ad vecchio cimitero
dimenticato e abbandonato
alla nera mano del tempo
che ogni cosa trasforma
in grigia identica polvere.
 
Piano si rialzò,
forse più per rispetto
che non per il peso
delle ossa e del mondo
portato sulle spalle
e tra le tombe scivolò.
 
Vecchie erano le date
Della vita e della morte
Che nella pietra
Erano incise
A segnare i confini
Di un biologico cammino.
 
Defunti loro,
I parenti tutti,
Gli amici ancora
E persino il nome
Scomparso nel vago oblio
Del visitato pianeta
Delle smarrite cose.
 
Fantasticò il poeta,
(Con la viva fantasia
Delle sue malattie sintomo)
Di epoche passate
Di carrozze e cavalli
Di nobili uomini
E delicate fanciulle.
 
Quasi si perse
In quel senile mondo
Che sono nella mente
Di un poeta folle
Ancora sembrava poter
Vivere e danzare.
 
Finchè davanti a sé
Non scorse divelta
E spezzata a terra giacere
Un ambrata lastra
In cui incisi v’erano
Il nome del padre
E del giovane figlio.
 
Morto il primo
Quasi di corsa
Sembrava il secondo
Averlo raggiunto
Da un’assurda guerra
Contro un piombato proiettile
Riunificatore scagliato.
 
Pochi anni a separare
La fine di colui la vita donò
Da chi la vita ricevette
Levigati ora
In un’uguale
Solitaria morte.
 
Restò il poeta
Malinconico e triste
Ad osservare i nomi
Sulla lapide spezzata
già d’erbacce coperta
e dal tempo violata.
 
S’inginocchiò
E con soffusi gesti
Il marmo pulì
Sinchè di nuovo
La luce del giorno
Freddo
Potè specchiarsi e riflettere.
 
S’allontanò così il poeta
Lo sguardo chino a pensare
Ad altre tombe
In giardini di cipressi
Dove sapeva giaceva
Non pianto
Un altro se stesso
Defunto.
 
Piccolo si fa lontano
Il nero contorno
Del mesto poeta
Che contro la linea
D’un nuovo orizzonte
Piano scompare.
 
E sulla lapide caduta
che sempre se ne resta
a ricordare il suono
di due vite perdute
e assurde morti
giace ora posato
e presto consumato
Un fiore giallo.
 
I petali colorati
E queste ammassate parole
Sono la traccia
Lo sfregio violento
Che nello scorrere
Del tempo sopprimente
Il solito poeta
Volle lasciare.
 
Lettore mio parco
Non far null’altro
Che sulle labbra
Pronunciare
Queste vergate sillabe
E nella giocosa mente
Immagina il fiore
La lapide, l’altura
Simboli d’una inespressa
Strana Metafora.
 
 
 
Scritto da: Logosnero alle ore 21:48 | link | commenti | categoria:
lunedì, 24 settembre 2007
Attraverso il derma..
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Tesso come un araneo la mia tela proteica,
filo sottile che tende il derma e crea un mosaico
fosforescente tra  le scapole...

Scritto da: Iazabel alle ore 13:39 | link | commenti (1) | categoria: araneo
sabato, 22 settembre 2007
In riva al lago nero...
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Al fondo..una via sottile
il gelo dell'acqua che avvolge,
richiama nel continuum adiacente.
Scritto da: Iazabel alle ore 17:15 | link | commenti (2) | categoria:
venerdì, 21 settembre 2007

TEUTATIS TRIPENNIS, SIGNORE DAL TRIPLICE CAPO 

Triplice configurazione di mostri mentali, come un arcobaleno sepolto sotto il velo di un fiume di morte assoluta! Placido e nero olio di pietra che scende dal pendio roccioso di un pianeta di sterile basalto, irradiato da un sole in sempiterna eclisse! Ti abbraccio, balbettando di furore muscarinico!

Scritto da: antares666 alle ore 15:32 | link | commenti (3) | categoria: visioni dal nulla
Fuga di Tenebra

 

Ephemeral_by_No_Secrets

Percorsi di effimera voce.
Leggero sospendersi sopra palazzi
di tenebra grigia.
Annuso il vento
come un corvo
da fili elettrici che vibrano
portando ovunque
il ronzio interminabile del cosmo.

Se mi sveglio
è Notte.
Se è Notte
uccido qualcuno che è in me.

*
*

Scritto da: Milesia alle ore 12:49 | link | commenti (1) | categoria: what the thunder said
giovedì, 20 settembre 2007
# 4
film_iii_by_NirvanaHorizonEndorfina che viaggia sicura. Rapidi sketch sinaptici degni del miglior cinema comico d’annata. Una coppia di attori in vena di improvvisazioni scoordinate: Mr. Sfortuna e Mr. Imbranato. Come rabbia alcolica, come sensi che si perdono nel vuoto pneumatico dell’instabilità demiurgica che ci circonda, che ci rende deboli scimmie di un circo che non ha domatori, né acrobati. Sei un topo probabilmente. Sei ruota, sei nocciolina masticata, poi gettata via, poi riversata nel circolo carbonico – sei spazzatura da riciclare finché big bang non ti separipoi ancora topo.
Non c’è via di scampo. La sensazione che il mondo del quotidiano sia un’altalena di visioni virtuali prive di solidità fenomenica avvinghia anche il più temerario dei viaggiatori. E’ una pellicola bruciata dal tempo quantico, la proiezione ritardata – pochi nanosecondi, niente di eccessivamente dilatato – di un evento meccanico che scorre, di un plot arcano che i tuoi vincoli biologici rendono opera degna di essere fruita; finché la tua vista resterà la tua attuale vista vincolata, évident. Cinque sensi sono pochi. Percepisci, un sesto senso… ne hai bisogno, ti invito ad ammetterlo. Dunque: da dove cominciare. Inventario: il topo, la ruota, la comicità involontaria. Si, follia docet. A new begin.
Scritto da: 7di9 alle ore 18:07 | link | commenti (1) | categoria: crash
mercoledì, 19 settembre 2007
Elettroerosioni
del territorio fino a recepire la banda energetica che disegna il passaggio dell'entropia, il vettore temporale: visioni da un altro tempo, illusioni materializzate su supporti fake.
Scritto da: zoon alle ore 14:57 | link | commenti (1) | categoria: black, electromind, visioni dal nulla, what the thunder said
martedì, 18 settembre 2007
Danza macabra II
Sprofondiamo nelle tenebre dei nostri desideri, tra i flutti di sensi non-umani. Post-umani amplificati nello spazio tempo attraverso cristalli roteanti e specchi dalla vacua luminescenza. E caddi come un derviscio in un ballo folle: lamenti che risuonano come in un caverna, nella eco le frequenze di una danza folle. Respiro il blu del cobalto...minerale.

[oblio and iazabel]
Scritto da: oblio2006 alle ore 22:30 | link | commenti | categoria: black, electromind
Quegli occhi neri fondi

Drago-nero


Mille lampi e squarci
Un fragore e un rimbombo,
Riflesse dipinte acque
In un fiume limaccioso.

Incantato sguardo nero
Il cielo lì a fissare
E le luci, i disegni
Di artificiose stelle.

Schiacciato tra la folla,
L'altrove non è il luogo
Dei miei presenti tanti.

Sorpreso me ne resto
Unico a comprendere
Quegli occhi neri fondi.

Scritto da: Logosnero alle ore 21:15 | link | commenti (1) | categoria: