La mia costruzione è un arido piano speculare nel quale dissolvere gli acidi sapori che attraversano il mio limbo.
Tutto collierà nel Nulla.
"Nessuno ha il diritto di rubarmi l'anima, nessuno ha il diritto di comprimermi e gettarmi come un pacchetto di sigarette... le mie sigarette non sono mai spente."
Sempre setose le anime dei mortali che m'avvinghiano in una dimensione fin troppo terrena, causano rigetto.
In queste strade termino il mio passaggio come una scarica statica nel microchip dell'universo intero.
Ne fuggo, pur facendone parte. Ne maledico, pur vivendone l'attimo e la [ben poco] maestosa vitalità.
Residui bellici antropomorfi e dettami non assimilati cospargono nell'interezza l'orizzonte che mi circonda.
Vistosi piumaggi elementali crollando deflagranti al mio cospetto, nella mia mano corteccia vegetale e cerebrale.
Al mio stringere e fare forza la mente ne viene zippata e la cosapevolezza annichilita.
Versate lacrime di dolore perchè la lama del mio spirito affetterà senza tregua bocche...
....e la stoltezza delle parole ne sarà consumata: tutta. In un'aria dal divenire infuocato.
# ora-la-mente-brancola-nel-buio #
mi porta echi delle onde solstiziali ancora presenti, come se fossero ologrammi. Ogni giorno che il sole va giù ne sento l'intensità, di quel buio straniero, alieno, ectoplasmico; sento di dovermi lasciare andare al flusso, e i flussi miei interni divengono sospesi, un attimo eterno in cui i miei congegni tecnologici si annullano nell'attesa della terminazione nervosa e cibernetica, della fine biologica del mio esistere qui.