più ci si accorge che non c'è nulla da comprendere, ma solo da interpretare. Ogni verità sperimentale è quantisticamente falsata, perché misurare significa alterare: tutto può essere verità, dipende solo dal filtro sperimentale adottato. La verità - e la realtà - sembrano davvero non esistere.
mentre la strada scorre fuori, dentro l'anima nera e la musica è tutt'intorno. Buia, mefitica, asfissiante ma coerente col paesaggio abissale che ci circonda.
Percepisco, percepiamo tutto l'inumano che ci racconta di spettri gentili e animali crudi devastatori, e rabbrividiamo mentre l'inutilità del carapace biologico ci sorprende ancora, mentre lo usiamo e stille di liquido seminale sporcano quell'abisso cupo - vengono assorbite.
La mia costruzione è un arido piano speculare nel quale dissolvere gli acidi sapori che attraversano il mio limbo.
Tutto collierà nel Nulla.
è un'estensione quantistica della mia capacità cognitiva, una segnalazione simbolica ma concreta dei concetti non autoctoni ma comunque di mia proprietà. La corsia su cui sono fermo diventa di accelerazione, il sangue sembra mischiarsi ad astrusa matematica e densa tecnologia liquida senziente; mi getto in un abisso di frantumazione biologica, e muoio in una qualche sezione dimensionale di qualcosa simile al nulla.
Luce scura e opprimente, emanata da una lampada murale a galena di Feyaden. Un letto matrimoniale amaranto con strisce viola più chiare. Pareti di un color bianco crema. Due comodini neri ai lati del letto, ciascuno con sopra un lampadario di peltro. Ritratti di donna in bianco e nero, su sfondo di velluto nero, sistemati in un unico lungo quadro. Sto in piedi sulla soglia e fisso l'ambiente. Sulla sinistra c'è un mobile con sopra due strane sculture a forma di G, di un legno dall'apparenza del piombo. In fondo a destra, appena visibile, c'è un lavandino incassato in una strettoia. Il luogo mi trasmette sensazioni orribili, come se un gelo essenziale mi penetrasse nelle ossa. So di essere su un'astronave infestata dagli spettri, destinata ad essere inghiottita da un'atroce singolarità.